**La femme amazigh Depuis l'antiquité la femme amazigh jouait un rôle trés essentiels dans la vie quotidienne de la societé amazigh c'était-elle qui fesait tout. Elle entretenait la maison, préparait la cuisine, s'occupait de ses enfants, ramenait du bois, de l'eau, semait la terre et les âmes de tout ce qui est bon et encore plus elle gardait nos traditions et notre existance. Comme vous savez tous la culture amazigh est beaucoup plus orale, alors grâce à la femme, notre culture est toujours vivante et nous pouvons la voir actuellement devant nos yeux. Combien de générations de la grand mère à la mère et de la mère à sa fille, cette culture s'est-elle transmise ? Le but était de toujours de garder le trésor : la culture amazigh !!! Des poèmes, des proverbes et encore plus, elle était artiste sans savoir qu'elle était... C'était une bibliothèque vivante qui parlait d'une génération à l'autre . merci et mille merci aux femmes amazigh.
 

 

Marrkech

 

E’ sicuramente la città più famosa del Marocco, quella che ormai ne rappresenta un simbolo. Gode di una posizione privilegiata, non molto distante dall’oceano tanto da risentirne delle brezze, alle porte del deserto il che ne ha fatto il punto di arrivo e centro del commercio carovaniero e ai piedi dell’Atlante, che assicura alla città acqua grazie ai fiumi e ai torrenti che scendono da queste montagne. La città con più di 1 milione di abitante è ormai diventata un importantissimo centro di turismo internazionale, con grandi alberghi (famosissimo è La Momounia, che ha visto tra i suoi ospiti personaggi famosissimi come Churchill ed è da molti considerato tra i più lussuosi e belli del mondo!), ma anche alberghi più economici e riad per tutte le tasche. Anche Marrakech, come le altre città che fecero parte del protettorato francese, presenta una Medina, con caratteristiche arabe-berbere e una città moderna tipicamente europea.

 

Iniziamo la visita delle città dai giardini della Mènara. Si trovano a 2 km circa a sud-ovest della città e risalgono al XIII secolo: si tratta di un’ampia estensione di verde, con al centro un ampia vasca utilizzata come riserva d’acqua per l’irrigazione e un padiglione in stile arabo costruito però nella seconda metà del XIX secolo. Sinceramente nulla di eccezionale, se non un luogo piacevole per passeggiare e rilassarsi.

 

 

Giardini della Mènara

 

Visitiamo poi il monumento più famoso della città e quello che ne è divenuto un simbolo: la Koutoubia. Si tratta della moschea e del suo splendido minareto risalente a XII secolo. Alto 70 m fu costruito dallo stesso architetto a cui si deve la moschea di Hassan a Rabat, rimasta incompiuta, e la Giralda di Siviglia. Notevoli sono le decorazioni in oro che presenta sui quattro lati.

 

la Koutoubia

 

Ci spostiamo quindi a sud della zona principale della Medina, dove inizia la Kasbah. Qui si trova il Palazzo Reale (come al solito chiuso al pubblico), le tombe dei principi Saaditi (che però visiteremo in un secondo momento) e i ruderi del palazzo El-Badi. Questo palazzo, di cui oggi vediamo solo una parte completamente in rovina (tutta la zona degli appartamenti privati dei cortigiane e delle concubine sono stati incorporati nel palazzo reale), risale al XVI secolo e all’epoca era considerato uno dei più belli esistenti al mondo. Ed in effetti le rovine che si vedono, dove vive indisturbata una numerosa colonia di cicogne, ne testimoniano una passata grandiosità.

 

Palazzo El-Badi

 

Molto ben conservato e di sicuro impatto sul visitatore è invece il Palazzo della Bahia, situato nella zona meridionale della Medina. Era la residenza del Gran Visir di Marrakech che per sontuosità e finezza di decorazioni rivaleggiava con la residenza reale. In effetti lo spettacolo che offre al turista è notevole, giardini tropicali con fontane esaltano chiostri decorati con raffinati mosaici e stucchi, saloni interni con soffitti e porte di legno di cedro decorato, decorazioni ovunque in stucco e mosaici. In effetti un bellissimo e classico ambiente dal fascino orientale, tanto da essere utilizzato come set in diversi film ambientati in Marocco (uno per tutti “Il leone del deserto”).

 

 

 

 

Palazzo della Bahia

 

Siamo arrivati all’ora di pranzo e per raggiungere il ristorante (un tipico locale con cucina marocchina) attraversiamo una prima volta la Medina. A quest’ora la gente non è ancora molta e abbiamo l’opportunità di godere con più tranquillità questo luogo caratteristico. L’ambiente è un po’ diverso dalla quella forse più autentica di Fèz, ci sono molto negozi di stile europeo, lussuosi e accoglienti … il turismo ha certamente snaturato un po’ questa città. Molta più autenticità la si ritrova in altre zone, in particolare ci ha molto colpito la zona dove si vende, ma anche si producono manufatti in ferrobattuto. Dopo il pranzo riattraversiamo la Medina, ma la situazione completamente cambiata, le persone sono aumentate in numero esponenziale e si fa fatica a passare attraverso le strette stradine del souq, tra i venditori che insistono nell’offrire merci, mendicanti che chiedono e quello che peggio un numero impressionante di persone in motorino che pretendono di passare indisturbati attraverso questa massa di gente, indifferenti se ti urtano anche in modo violento e incuranti del gas di scarico che rende queste vie quasi irrespirabili.

 

La Medina di Marrakech

 

 

Quasi come una liberazione riusciamo a raggiungere la grande piazza, il cuore di Marrakech: è la Piazza Jemaa el Fna, la più famosa di tutto il Maghreb. Da un punto di vista delle costruzioni che la delimitano, non è nulla di eccezionale, ma quello che è eccezionale è la vita che vi si svolge nell’arco di tutta la giornata: qui si trova di tutto e di più, ogni tipo di merce, attività tra le più svariate e spesso strane, che va dagli incantatori di serpenti agli stregoni che tolgono il malocchio. Vederla è un po’ vivere l’anima del Marocco, anche se il caos e il frastuono che l’anima, specialmente verso la sera quando la gente diventa tanta, può disorientare il turista occidentale. Tutti poi offrono e chiedono, anche fare una foto può essere un problema, alcuni marocchini pretendono di essere pagati se casualmente li riprendi.

 

Piazza Jemaa el Fna

 

 

L’ultima visita della città è dedicata alle Tombe dei Principi Saaditi. Si accede attraverso un ingresso seminascosto vicino alla Moschea della Kasbah. Si entra in un giardino disseminato di tombe, ma le tombe dei personaggi più importanti sono in alcune sale laterali che colpiscono per la loro bellezza: colonne e archi in marmo, finemente decorati.

 

Tombe dei Principi Saaditi

 

 

La sera ci aspetta una serata berbera, dove alla cena seguirà uno spettacolo. Si raggiunge il Chez Ali Restaurant, che si trova fuori della città. E’ un grosso complesso dove attorno ad un ampio spiazzo hanno costruito tutta una serie di bellissime tende berbere adibite a ristorante. Certamente un luogo molto turistico, ma dobbiamo riconoscere che il pranzo che abbiamo consumato prima (ottimo l’agnello arrosto) e lo spettacolo che ne è seguito, sebbene scontato sotto certi aspetti e chiaramente “ad usum” turista, erano però più che accetabili. Lo spettacolo poi ha avuto addirittura dei momenti di notevole interesse, come l’esibizione dei cavalieri berberi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Spettacolo Berbero

 

 

 

 

 

 






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